MORBIDELLI MOVIES

MARILYN

Credo che, chiunque, anche il più scarso fra i cultori cinematografici di questo pianeta, sappia dell’esistenza di un’attrice di nome Marilyn Monroe. Era bella, affascinante, bionda, con le curve al posto giusto e abbastanza “ingenuotta” da diventare la Star più richiesta nelle commedie brillanti della sua epoca. Ha avuto una carriera piena di alti e bassi, abbastanza corta considerando la sua prematura morte, costellata contemporaneamente di matrimoni sbagliati e flirt inutili. Bene, sappiate che questo film non parla assolutamente di tutto ciò, non racconta la vita dell’attrice nella sua totalità, ma cerca di spiegare quello che accadde ad un giovane che la conobbe sul lavoro. La storia è reale, è tratta dal libro che il protagonista aveva già scritto su quel periodo vissuto accanto all’icona del cinema d’altri tempi. La trama è abbastanza semplice, seppur ben sviluppata.

“Colin, innamorato dell’arte cinematografica, trova lavoro come terzo (perché all’ora ne avevano tre, non uno) aiuto-regista di Laurence Olivier nel film “Il Principe e la ballerina“. Qui conosce Marylin Monroe, con la quale intreccia una specie di storia destinata a finire, riuscendo a comprendere quelle sfumature della vita e del carattere di lei che, agli altri, la facevano sembrare soltanto una persona poco professionale e capricciosa.”

Certo non si può dire che Simon Curtis non si sia impegnato a rappresentare al meglio questo personaggio così controverso e al contempo affascinante, su cui si è discusso e si discute tutt’oggi. La protagonista, Michelle Williams, ha ricevuto critiche appassionanti e riconoscimenti vari per la sua verosomiglianza con la defunta e per l’interpretazione magistrale (diciamo che l’impresa non era facile). Ed in effetti, lo devo ammettere, poco c’era di differente da quella eterea donna che vediamo sullo schermo in film come “A qualcuno piace caldo“. Non di meno ovviamente, e per fortuna, sono stati coloro che le ruotavano attorno. Una bellissima e “tostissima” Judi Dench, così come la conosciamo noi, e un bravissimo (amante di teatro com’è non poteva essere altrimenti) Kenneth Branagh. Seppur in un ruolo minore, lascia il segno Julia Ormond, interprete di Vivien Leigh, moglie di Laurence Oliver, sospettosa di un’attrazione da parte del marito verso Marilyn ma nonostante tutto decisa a mantenere saldo il suo ruolo di compagna.

Sono contenta di averlo visto, perchè adesso anche io posso tentare la mossa del vestito fluttuante!!

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IL MANUALE DEL PERFETTO MANIACO

Questo non è il titolo di un film conosciuto, ma solo di un corto comico, ideato e diretto da Daniela. Non è che io abbia intenzione di spenderci troppe parole, anche perchè non c’è molto da dire… Le scene sono prese da altri due corti molto più seri, a cui hanno partecipato sia lei che altri ragazzi del corso di “Sceneggiatura e Regia“, tenuto a Bologna quest’anno. Lo posto perchè, bè, chissà che non vi piaccia! Buona visione morbidelli!

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Il Manuale del perfetto Maniaco”               di Daniela Zizzi

con :Valerio Terreri    Raffaele Canciello   Francesco Lodato   Vincnzo Azzollini    Daniela Zizzi

Aiuto regia : Lucia Perrucci           Scenografia e costumi: Mariangela Ceci 

Supervisione: Manlio Castagna     Montaggio: Daniela Zizzi

 

THE AVENGERS

 Oggi “quella” che mi ha creato, mi ha portata a vedere The Avengers. Io gliel’ho detto che i film sui supereroi non mi ispirano, che li ho visti tutti ma ne ho apprezzati pochi, ma lei non mi ha voluto ascoltare. Mi ha risposto che le critiche erano tutte positive e che quindi bisognava che due donnine come noi, appassionate e divoratrici di storie su schermo, non si facessero sfuggire quest’occasione. Così siamo arrivate al cinema, e ci siamo sedute il più avanti possibile per goderci appieno la pellicola. E lo devo ammettere, mi sono divertita proprio un sacco! I dialoghi erano ben calibrati fra i vari personaggi, mi è piaciuto persino Hulk !

Daniela dice che è merito della sceneggiatura, sembra sia una cosa molto importante. Era ben scritta e molto brillante, non aveva punti morti e ha dato spessore a tutti i protagonisti. Io resto comunque dell’idea che Capitan America sia troppo “bravo bambino” per stare al comando, e che gli effetti speciali hanno fatto davvero tanto. Erano uno spettacolo !

Insieme abbiamo deciso di omaggiare uno solo dei personaggi, quello che ci ha lasciato davvero più sorprese. In realtà glie l’ho data vinta solo perché spero che un giorno mi disegni un uomo accanto, e che prenda spunto da Robert Downey Jr / Ironman …. ragazzi, mi fa tremare tutta la sagoma!!!!

IRON LADY

Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna.” Ho sentito spesso questa frase, ma non mi sono mai soffermata troppo a constatare se fosse vero o no. Diciamo anche che essendo molto giovane non ne ho avuto tanto l’occasione.. ma sono sicura che il mondo sia pieno di grandi Donne. Donne che tentano di cambiarlo, Donne che ci riescono, Donne che valgono molto.

Margaret Thatcher è stata il Primo Ministro del Regno Unito in carica per più anni, esattamente 11 e mezzo, nella storia. Era definita di ferro perchè credeva nelle proprie idee, non si scomponeva mai, e lottava assiduamente contro un governo di uomini che non la appoggiava. Forse non sempre le sue scelte sono state giuste per il popolo, ed era all’epoca la donna più odiata. Ma, chissà perchè, il suo Paese continuava a votarla, continuava a darle la possibilità di fare quello che lei riteneva idoneo per una crescita economica e sociale.

Il film, con una Meryl Streep eccezionale, non si sofferma solo sulla sua vita politica, ma anzi, si serve di essa per mostrare al pubblico i retroscena, il carattere, i cedimenti, la forza di volontà, un marito sincero, un padre conservatore, una ragazza con grandi ambizioni, una donna con tanta determinazione, e con un cuore. Per come sia finita, per quanto sia stato giusto o meno “l’ammutinamento” dei suoi colleghi, per quanto possano essere viste di buon’occhio o no le sue scelte, resta sempre una grande figura nella storia. Una grande Donna, che si è distinta tra le altre. Additata e odiata, ma acclamata quando le cose cominciarono a migliorare…perchè il popolo è sempre pronto a ri-voltare la bandiera verso i venti favorevoli.

Non seguire la massa, và per la tua strada“, questo le diceva il padre, e lei lo ha fatto.

Io lo faccio sempre! Fatelo anche voi!

THE ARTIST

Ok, è in bianco e nero. Ok, è muto. Ok, è una semplice storia d’amore. Ma da parte mia posso dire solo una cosa…The Artist rientra tra i film più belli che abbia mai visto!

Scritto e diretto da Michel Hazanavicius, il film racconta la storia di George Valentine ( Jean Dujardin), un famoso attore del cinema muto, che viene colpito negativamente dall’avvento del sonoro, e che cade in rovina per colpa del crack finanziario del 1929. Durante tutta la vicenda, resta legato in qualche modo a una sua ammiratrice conosciuta su di un set, Peppy MIller, che diventerà una famosa stella mentre lui vedrà il declino della propria carriera. 

E’ straordinario come le scene riescano, avvalendosi esclusivamente della musica e dell’espressività degli attori, a trasmettere tutta l’angoscia, l’emozione, la frustrazione e la gioia dei protagonisti. John Goodman è praticamente perfetto nel ruolo del produttore al passo coi tempi, così come James Cromwell in quella dell’autista/amico di Valentine. 

Potrebbe infastidire la marcata interpretazione di Bérénice Bejo ( Peppy Miller ) dovuta soprattutto al cinema dell’epoca, dove ogni gesto doveva essere esasperato per sopperire la mancanza della parola.

Insomma, consiglio vivamente la visione di questo film, perché vi innamorerete della bella Peppy, vi arrabbierete per l’orgoglio di Valentine, vi commuoverete per la fedeltà del piccolo amico del protagonista, e sarete sorpresi da un finale tanto emozionante, nonostante la scontatezza.

A fare il successo di questo film è stata soprattutto l’audacia di portare sullo schermo una storia, che si distingue nettamente nel panorama del cinema attuale, fatto di effetti speciali, donne succinte, colori forti, e storie moderne. Ma che in sè mantiente tutta la delicatezza del passato, senza annoiare. Chi pensa di dover subire un “polpettone” melenso e per di più senza parole si sbaglia, e lo invito assolutamente a dare una chance a questo splendido esempio di poesia cinematografica.

 

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